Je suis Charlie, Je suis Ahmed

In questi giorni in cui la Francia è stata sotto assedio, specialmente Parigi, ho sentito molteplici pareri riguardo le barbarie commesse a discapito di alcune, troppe persone.
La cosa peggiore che ho sentito è stata “non possiamo dire che quei giornalisti/vignettisti di Charlie Hebdo non se la siano cercata dato che i musulmani già da qualche anno avevano manifestato dei dissensi nei confronti del giornale satirico”. 😱
Ma non esiste proprio fare una tale affermazione!!!
Allora questo sarebbe un motivo per uccidere e commettere una tale strage?
Penso proprio di no!
E poi se il motivo fosse stato realmente quello religioso e quindi se davvero volevano solo punire quelli che secondo il loro parere avevano offeso Allah, per quale ragione successivamente hanno continuato la strage anche fuori dalla sede del giornale uccidendo ulteriori persone totalmente estranee ai fatti? Perché hanno ucciso anche un poliziotto (Ahmed Merabet) della loro stessa religione?
E perché ad una donna le hanno urlato contro “a te non facciamo niente perché le donne noi non le uccidiamo” quando già ne avevano uccisa una poco prima? – tra le 12 vittime del giornale Charlie Hebdo c’era anche l’analista e giornalista Elsa Cayat.
È follia, solo follia e non giustizia, né divina né terrena!
E questi sono TERRORISTI islamici che hanno commesso una vera e propria azione di guerra invocando sì “Allah è grande” e allo stesso tempo gridando “vendicheremo il nostro profeta Maometto”, ma lo hanno fatto non guardando in faccia a nessuno, e non esiste alcuna giustificazione, benché minima, a tutto il terrore che hanno seminato in questi giorni. Nessuna!
Anzi, il fatto che poi i due fratelli islamici siano stati uccisi durante un blitz delle teste di cuoio nella giornata del 9 gennaio mi fa quasi dispiacere, in quanto così non hanno potuto soffrire nemmeno un minimo di tutto quello che stanno soffrendo e che soffriranno a lungo (o meglio, per sempre) le famiglie delle vittime che loro hanno causato. Anche se il contrario, purtroppo, non li avrebbe comunque riportati in vita e di certo non avrebbe cambiato per nulla l’accaduto.
A tal proposito infatti dico anche che io, in generale, sinceramente non so se sarei d’accordo alla pena di morte, perché penso che l’ergastolo, ma quello vero sicuro e certo, non quello finto che poi dopo pochi anni uno già ristà fuori dal carcere, sia forse la pena peggiore, perché sarebbe come stare in vita, ma non esserci realmente. Perché la vita vera è quella che si conduce fuori dalle carceri, non dentro!

Il motivo per il quale non trovo alcun senso ad alcune cose che ho sentito dire in questi giorni si basa essenzialmente sul fatto che io penso che NESSUNO e per NESSUNA RAGIONE debba privare un’altra persona della vita.

La liberté de la presse est l’un des principes fondamentaux des systèmes démocratiques qui repose sur la liberté d’opinion, la liberté mentale et d’expression.

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